Culurgionis d’Ogliastra IGP: una grande opportunità per il territorio e per l’intero comparto della pasta fresca

E’ finalmente arrivata l’autorizzazione a marchiare i Culurgionis d’Ogliastra.
La comunicazione ufficiale della società di certificazione che per conto del Ministero ha seguito l’iter per il riconoscimento del marchio di Identificazione geograficamente protetta è la buona notizia che accompagnerà la seconda edizione del Festival “Culurgionis d’Ogliastra IGP” in programma a Lanusei sabato 1 e domenica 2 dicembre pv. “Questo logo consentirà di comunicare al mondo intero che c’è una zona in Europa, in Italia, in Sardegna, di cui prima forse non tutti conoscevano l’esistenza, dove si produce una pasta fresca ripiena unica al mondo – hanno spiegato questa mattina a Cagliari i rappresentanti del Comitato promotore durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento -. I Culurgionis d’Ogliastra saranno quell’elemento che passando per i menu dei ristoranti, passando per le confezioni di prodotto, passando per gli elenchi dei prodotti a denominazione europea, porteranno il nome dell’Ogliastra ovunque”.

La denominazione Culurgionis d’Ogliastra Igp era stata registrata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 29 settembre 2016 dopo oltre un decennio di lavoro e un iter istruttorio lunghissimo che ha superato le valutazioni provenienti dal territorio, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Ministero delle Politiche Agricole e in ultima battuta dall’Unione Europea, passando al vaglio di enti, professionisti, esperti, cultori della materia.    

L’evento di Lanusei – finalizzato a promuovere un marchio che rappresenta l’Ogliastra e la Sardegna – servirà a fare il punto su un comparto strategico per l’economia sarda che avrà importanti ricadute dal marchio Igp, logo di cui potranno fregiarsi non soltanto i laboratori di pasta fresca dell’areale di produzione, ma anche i ristoranti, le aziende agrituristiche, il comparto turistico e quello primario. 

Molto però c’è ancora da fare perché la Sardegna è ancora la Cenerentola d’Italia per numero di denominazioni: solo 8 tra Dop e Igp contro le 42 dell’Emilia Romagna, le 36 del Veneto, le 33 della Lombardia. Un dato che fa sorgere spontaneamente la domanda: le altre regioni hanno veramente un patrimonio gastronomico superiore al nostro o forse sono solo più capaci di noi nel valorizzarlo? L’esperienza su questo ed altri prodotti, non ultime le Seadas, il Pistoccu e il Pane Carasau evidenzia infatti la atavica difficoltà dei produttori sardi di fare rete e mettersi insieme. 

La produzione di Culurgionis in Ogliastra. Ogni anno in Ogliastra si producono 7.200 quintali di Culurgionis (600 quintali al mese circa) per un fatturato di circa 4 milioni e mezzo/5 milioni. Complessivamente in Sardegna si importa la pasta secca e si produce soprattutto la pasta fresca. Mediamente i sardi consumano circa 22 chili di pasta all’anno contro una media di 23,50 del resto d’Italia dove complessivamente vengono prodotte oltre tre tonnellate di pasta ogni anno per un volume d’affari di 4.735 milioni di euro.   

La pasta in Italia

  Tonnellate Milioni di euro
Produzione 3.361.218 4.735
Esportazioni 1.935.905 2.160
Consumi totali 1.425.313  
Consumo pro capite (kg) 23,50  
 Anno:2017

Fonte: Cna Alimentare Sardegna

Avendo il nome dell’Ogliastra nella denominazione i Culurgionis ogliastrini possono diventare simbolo e lasciapassare per far conoscere universalmente questa meravigliosa provincia al mondo – hanno spiegato i rappresentanti del comitato -. Ci sono enormi potenzialità di sviluppo legate a questo prodotto se solo si avrà la capacità di mettere in moto una serie di sinergie tra gli operatori, tra i soggetti pubblici e quelli privati. “Culurgionis ogliastrini” da oggi può far rima con lavoro, impresa, sviluppo locale, promozione, turismo, affermazione di identità e cultura ogliastrina, e molte altre cose ancora. Questo è quello che ci auguriamo. Questo è quello che era in animo ai produttori, quando hanno iniziato il lungo e travagliato iter della richiesta di denominazione”.

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